
La pedopornografia online rappresenta una grave piaga in crescita anche in Italia. La Polizia Postale, che continua a svolgere un lavoro fondamentale per contrastare questo fenomeno, ha recentemente denunciato nuovi casi. Si tratta di un crimine che colpisce chi è più vulnerabile e non ha gli strumenti per difendersi: i bambini e gli adolescenti.
Ma come proteggere i propri figli dai rischi del web, compresi fenomeni come la sextortion che coinvolge sempre più minori?
Gli esperti di Save The Children sottolineano tre parole chiave: parlare, interessarsi, prevenire. È importante che i ragazzi imparino a esercitare il pensiero critico anche online, dove l’empatia è spesso ridotta e la percezione di responsabilità può diminuire. Devono sapere che, se si trovano in difficoltà o in situazioni pericolose, possono e devono chiedere aiuto, senza timore, anche se hanno commesso errori.
Secondo la Polizia Postale, i pedofili online utilizzano la rete in diversi modi:
- per richiedere, ottenere, scambiare o vendere materiale pedopornografico;
- per offrire o promuovere incontri sessuali con bambini in Italia o all’estero (turismo sessuale);
- per adescare minori, instaurare conversazioni a sfondo sessuale e convincerli a incontrarsi con l’obiettivo di abusarne.
Come intervenire in concreto:
- collocare il computer in spazi comuni della casa;
- utilizzare software di protezione per bloccare contenuti vietati e rilevare tentativi di contatto improprio;
- insegnare ai minori a non fornire mai a sconosciuti dati personali (indirizzo, numeri di telefono, orari di assenza dei genitori, password di famiglia);
- evitare appuntamenti, reali o virtuali, con persone conosciute solo online, anche se dichiarano di essere coetanee;
- ricordare che il possesso di anche una sola immagine sessuale di un minore costituisce reato.
Proteggere i bambini significa essere presenti, informati e pronti a intervenire: la prevenzione inizia dal dialogo e dall’educazione digitale in famiglia.