
Negli ultimi mesi cresce la preoccupazione per una nuova ondata di furti di credenziali che colpisce gli utenti di Facebook. Al centro degli attacchi c’è una tecnica sempre più sofisticata, nota come browser-in-the-browser, che sfrutta l’ingegneria sociale e l’aspetto grafico dei siti web per ingannare anche gli utenti più attenti.
Il meccanismo è tanto semplice quanto efficace. Durante la navigazione su un sito apparentemente legittimo, l’utente si trova di fronte a una finestra di login che imita alla perfezione quella di Facebook. Non si tratta di un vero pop-up del browser, ma di una finestra falsa, costruita all’interno della pagina web, completa di barra degli indirizzi, icone di sicurezza e URL credibile. A prima vista, distinguere l’inganno è estremamente difficile.
Una volta inseriti username e password, i dati finiscono direttamente nelle mani dei cybercriminali, che possono usarli per accedere agli account, diffondere spam, avviare truffe o rivendere le credenziali sul mercato nero. Secondo gli esperti di sicurezza informatica, questa tecnica sta avendo successo proprio perché supera molte delle abitudini difensive degli utenti, abituati a controllare l’indirizzo web o la presenza del lucchetto HTTPS.
Facebook è uno dei bersagli principali di questo tipo di attacco, complice l’enorme numero di utenti e il valore degli account compromessi. Un profilo violato può infatti diventare uno strumento per colpire contatti fidati, rendendo le campagne di phishing ancora più credibili ed efficaci.
Gli specialisti consigliano alcune contromisure fondamentali. Tra queste, evitare di inserire le credenziali in finestre di login aperte da siti terzi, preferire l’accesso diretto digitando manualmente l’indirizzo del social network e utilizzare password uniche per ogni servizio. L’attivazione dell’autenticazione a due fattori resta una delle difese più efficaci, in grado di limitare i danni anche in caso di furto della password.
Il fenomeno conferma come le minacce informatiche stiano diventando sempre più raffinate e orientate a sfruttare la fiducia degli utenti. In un contesto digitale in continua evoluzione, la consapevolezza e l’attenzione restano le prime armi di difesa contro i nuovi attacchi online.